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La rivincita del Catarratto |
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Pubblicato su Terra il multimediale dell′agricoltura novembre 2008 Dare nuova identità a un vitigno "comune" garantisce ottime ricadute sul territorio. Dal cuore della Sicilia un brindisi al Catarratto. Sui terreni fertili e freschi delle colline di Valledolmo (Palermo) è stato individuato un clone di questo vitigno "comune" capace di esprimere grande finezza ed eleganza. Sono proprio queste peculiarità che hanno spinto la Castellucci Miano a eleggere il Catarratto vitigno di punta della cantina, e base di uno degli ultimi prodotti nati in seno al percorso di rinnovamento dell′azienda: uno spumante charmat corto, che rispecchia totalmente le caratteristiche del vitigno, la sua intensità aromatica, l′acidità e la freschezza tipiche dei vini d′altura, la personalità organolettica. Questo spumante, unico peraltro prodotto in Sicilia a partire dal Catarratto, è in linea con la filosofia di rinnvovamento della società che, fondata nel 1961 come Cooperativa produttori Vinicoli Riuniti Castellucci Miano per contrastare la vendita sotto costo delle uve, è stata completamente rinnovata, diventando nel 2005 una spa."Pur non dimenticando lo spirito e i principi che avevano portato alla nascita della cooperativa-afferma Nino Piazza, Presidente della società - abbiamo capito la necessità di un cambiamento che consentisse alla cantina di presentarsi sul mercato in modo nuovo, garantendo ricadute positive sul territorio di Valledolmo". E′ così che la cantina è stata totalmente ristrutturata grazie anche alla volontà dei 125 soci che hanno saputo far convergere esperienza e tradizione in un progetto, che è allo stesso tempo di valorizzazione del territorio e dei suoi vitigni e di sperimentazione con metologie innovative. E i risultati non sono mancati. "Basti pensare - conclude Piazza - che negli ultimi due anni siamo riusciti a raddoppiare il prezzo pagato ai nostri soci per le uve conferite, in particolare per il Catarratto e il Perricone.
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Luca Maroni: Brut CM miglior charmat dell′anno |
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Pubblicato su Guida ai migliori vini italiani 2009 Luca Maroni
Spumante Brut Castellucci Miano: Consistenza:29 – Equilibrio:33 – Integrità: 29 Senzazioni: quale incredibile scadenza gustativa sofficemente, briosamente polposa. Un impressione di levigatezza e morbidezza che nella crema estrattiva, nella misurata spumosità carbonica trova rotondità ed equilibrio sovrano. Acidità e dolcezza pesate col misurino, amaro, rusticità e ossidazione, del tutto completamente assenti. E’ allora una susina e un albicocca meravigliosa la polpa che così avvolgente, felpata ci avvolge. Uno spumante non solo di immigliorabile souplesse gustativa, un fuoriclasse in fittezza estrattiva ed in nitidezza enologica esecutiva della fragranza d’aroma della dolcezza d’un fiore. Dalla Sicilia il migliore charmant dell’anno, chapeau. Commento su Castellucci Miano: Grandi i vini di Castellucci Miano: tutti ricchissimi d’un morbidissimo frutto. Ecco, la morbidezza, il suo piu’ alto e qualificante valore, scadenza di pochi altri italici produttori. Il Catarratto Shiarà 2007 ha un aroma di frutto positivamente sconcertante: un frutto tropicale e ananassico in fulgore. Il polposo Chardonnay 2007 al confronto è banale. La gran polpa di prugna del Nero d’Avola 2006, la maestosità speziata cremosa del Syrah 2006. Quindi la migliore Inzolia in purezza di sempre, La Masa Inzolia 2007 di suadenza di frutto alsaziana puramente fenomenale. Ma la sorpresa destata dallo Spumante Brut è veramente eccezionale. Banana pura spumosa la sua polpa al palato suadentemente, armoniosamente floreale. Un armonia di nettezza e souplesse squisita che lo rende il miglior Charmant dell’anno. Chapeau cm |
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Degustivina 2008 |
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Pubblicato Vinix Wine &Food social network Novembre 2008 Degustivina 2008: i migliori vini testati. La IX edizione di Degustivina, appuntamento siciliano tradizionale per tutti gli amanti del vino, si è svolta il 21 e 22 Novembre a Palermo presso l’ex deposito locomotive di Sant’Erasmo. Nei due giorni della manifestazione si è avuto modo di testare i vini di cantine già affermate e scoprire qualche interessante novità. Tra i vari Catarratto: lo Shiarà 07 di Castellucci Miano, azienda di Valledolmo che sotto l’attenta guida dell’enologo Tonino Guzzo è cresciuta in qualità raggiungendo vette veramente elevate. Il catarratto è stato degustato e preso come parametro d’espressione di qualità. Versandolo nel bicchiere è di lucentezza e colore giallo paglierino con riflessi verdolini, adeguata consistenza caratterizzata da lacrime ben presenti. Piacevole ampio ed intenso il naso, in particolare sentori di biancospino, pera, pesca bianca, ritorni agrumati e minerali. Al palato perfetta corrispondenza con il naso, gran spalla acida, bilanciata sapidità, con piacevole persistenza aromatica intensa di frutto e freschezza.
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Vini Buoni d′Italia 2009 |
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Pubblicato su Guida Vini Buoni d’Italia 2009 Ottobre 2008 Castellucci Miano Il lavoro svolto da quest’azienda di Valledolmo, alle pendici delle Madonie, è veramente di rilievo, sotto la guida di Tonino Guzzo enologo puntuale ed innovativo. I 125 ettari sono posti ad un’altitudine che va dai 500 ai 1000 metri sul livello del mare. Anche quest’anno lo Shiarà Catarratto ci ha entusiasmato: di grande intensità aromatica sia al naso sia in bocca, ha gran personalità, spalla acida, pienezza e lunghezza gustativa. Il Brut da uve Catarratto è ben riuscito, ha naso intenso, fresco e varietale, buona acidità e persistenza. E’ caratterizzato da morbidezza l’inzolia La Masa; il Nero d’Avola 2006, dal sipario olfattivo fragrante di ciliegia e speziatura, è di buon bevibilità; mentre il Catarratto-Inzolia è di frutta bianca e medio corpo.
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Vini Cinque stelle - Nero d′avola IGT 2006 |
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Pubblicato su Giornale di Sicilia del 21/11/2008
Premiati i 46 vini a Cinque stelle si Sicilia, il Nero d’Avola IGT ‘06, ha conquistato le Cinque Stelle della Guida ai Vini 2009 del Giornale di Sicilia. Con ben 14 vini a cinque stelle la provincia di Palermo è una delle province del territorio piu’ premiate. Tra le aziende sul podio, oltre ai grandi nomi storici c’è da segnalare una piccola cantina di Valledolmo che è una sorprese di questa guida, la Castellucci Miano, realtà da tenere d’occhio. Lo avevamo quasi profetizzato che molto presto questa cantina che ha deciso di imboccare la strada delle qualità avrebbe conquistato un vino a cinque stelle. Le premesse d’altra parte c’erano tutte: un territorio molto interessante con altitudini che possono consentire risultati difficilmente replicabili nel resto della Sicilia e un enologo molto bravo come Tonino Guzzo (superpremio come miglior enologo di Sicilia), che le campagne della zona di Valledolmo le conosce molto bene. E così la Castellucci Miano, oggi 100 mila bottiglia prodotte, sfodera un vino col massimo punteggio e altre etichette tutte molto intriganti. Le cinque stelle vanno al Nero d’Avola 06, dai profumi di ciliegia, marasca e confettura di prugne. Piacevole e speziato in bocca è leggermente tannico ma lungo e fruttato. Molto buono anche il Castellucci Miano Brut 07, uno spumante da uve Catarratto, al naso note di mango e melone giallo, molto buono al palato, ricorda la frutta esotica, è persistente ad ha una coda piacevole. Quattro stelle. C’è anche un inzolia in purezza con l’etichetta La Masa 07, dai profumi di zagara, morbido ed equilibrato, un Catarratto in purezza Shiarà 07, fruttato e gradevole. Ed ancora un Catarratto-Inzolia 07 della buona armonia, uno Chardonnay 07 dai profumi di frutta esotica e un Syrah 06 molto corposo dai profumi di legno un po’ troppo invadenti.
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Almanacco del BereBene - Nero d′avola IGT 2006 CM |
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(Pubblicato su Almanacco del Berebene 2009 Gambero Rosso Ottobre 2008)
Il nero d’avola Castellucci Miano che premiamo quest’anno con l’oscar della qualità prezzo ha colore rubino intenso quasi impenetrabile e si presenta al naso con profumi intensi di piccoli frutti rossi, spezie, inchiostro. Coerente l’approccio al palato, con un tannino fitto e fine, frutto succoso e una bella persistenza finale.
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Successo italiano al CERVIM |
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(Pubblicato su Terra il multimediale dell’Agricoltura Settembre 2008) Successo italiano al Concorso internazionale per la viticoltura montana. C’è anche un’etichetta siciliana tra le 89 italiane premiate nell’ambito del Concorso internazionale dei vini di montagna 2008. L’evento, organizzato dal Cervim (Centro di ricerche, studi, salvaguardia, coordinamento e valorizzazione della viticoltura montana) al Parco La Mandria di Banana, in provincia di Torino, premia ogni anno i vini, provenienti da tutto il mondo, prodotti in zone di montagna o caratterizzate da condizioni orografiche difficili. L’azienda Castellucci Miano di Valledolmo (PA) ha ricevuto una menzione d’onore per la categoria “Vini bianchi tranquilli nella vendemmia 2007”.
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Shiarà 2007, Castellucci Miano |
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(Pubblicato su Go Wine Agosto 2008) Etna e Marsala a parte, i risultati dei bianchi siciliani, almeno stilisticamente, hanno risentito di un quindicennio di cambiamenti radicali. Di vini arcaici, stanchi nel frutto, bruciati dal sole e svuotati da rese eccessive ne sono rimasti pochi in giro, così come cominciano a diminuire quelli fatti con lo stampino della frutta tropicale omologante (infiocchettati da una “mano” di giallo oro luminoso), mai del tutto convincenti sul piano della personalità, dell’autenticità, della tenuta. Oggi, grazie al cielo, emergono anche le sfumature, le differenze. Prendi lo Shiarà 2007 di Tonino Guzzo, prodotto con i migliori catarratto delle Madonie, coltivati a 700 metri di altitudine: è succoso e sapido come un vino del Collio, aromatico e trasparente come un bianco altoatesino, caldo e sapido come solo un vino mediterraneo sa essere. Una sorpresa. Vitigno: catarratto. Prezzo medio in enoteca € 14,00.
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Un vino siciliano: Shiarà |
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(Pubblicato su AEPICURS di venerdi 4 Luglio 2008) Il 3 luglio ho assaggiato un vino siciliano che presentava aspetti insoliti. Shiarà, Catarratto 2007, Igt Sicilia, prodotto da Castellucci Miano: le uve provengono da vigneti posti tra i 700 ed i 900 metri, sulle pendici delle Madonie, nelle contrade Sciarazzi e Miano; il giovane enologo Tonino Guzzo è riuscito a sfruttare appieno le potenzialità di quest′uva, generalmente impiegata per uvaggi dai dubbi risultati; il giallo paglierino appena carico unito ad una buona viscosità ti fa subito capire di trovarsi al cospetto di un vino che ha molte cose da dire; infatti, al naso arrivano sentori balsamici tra i quali il rosmarino, di bergamotto e pompelmo; la buona eleganza olfattiva trova perfetta rispondenza in bocca, ove il vino esplode nella complessità dei ricordi fruttati e floreali, tra i quali sorprendentemente s′affaccia il bosso, quasi ci fossero tracce di sauvignon; è grasso, armonico e fresco, di lunga persistenza. Voto 88/100
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Vino sulla pista dei Florio |
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(Pubblicato da Cronaca di Gusto 03 gennaio 2008) Nei territori che da un secolo vedono sfrecciare le mitiche auto da rally, cultura, tradizione ed enologia si fondono per dare vita ad un organismo votato alla promozione delle terre madonite Una strada del vino ispirata alla grande gara automobilistica siciliana: la Targa Florio. Il percorso, però, questa volta, non è una pista dove le auto faranno sentire il rombo dei loro motori. In palio, questa volta, c′è qualcos′altro... Nei territori che da un secolo vedono sfrecciare le mitiche auto da rally, cultura, tradizione e vino Doc e Igt si fondono per dare vita ad un organismo votato alla promozione delle terre madonite. La Strada del vino sul percorso della Targa Florio ha appena compiuto due anni, ma ai blocchi di partenza arriva ora con propositi di mercato e sviluppo. Quattordici soci, di cui cinque cantine della Contea di Sclafani, pronti a valorizzare tutto ciò che ricade nei territori di Castelbuono, dove ha sede il cuore operativo della Strada del vino, Valle d’Olmo, Cerda. Tra i soci c’è anche la Provincia regionale di Palermo. Nel comitato presieduto da Antonino Piazza, presidente della società agricola vitivinicola Castellucci-Miano, figurano anche Giuseppe Tasca d’Almerita (Tasca d’Almerita spa), Nino Tilotta (presidente Gal ISC Madonie), Alessandro Ficile (presidente Sosvima), Francesco Lena (Lena srl), Antonio Terrasi (presidente turismo verde Sicilia) e Maria Laura Germanà (titolare dell′azienda vitivinicola Fontanarossa, con marchio Cerdese e Riserva di Granza e fino a novembre scorso presidente della Strada del vino sul percorso della Targa Florio. Il 2008 rappresenta il vero anno di nascita. Molti gli obiettivi, così come ci dice il presidente Piazza. “Il primo passo sarà quello di allargare la base associativa, coinvolgendo anche aziende agrituristiche, enoteche, ristoranti, aziende specializzate in produzioni locali, musei, imprese artigianali e associazioni culturali – dice il presidente -. In cantiere ci sono una serie di iniziative per promuovere il territorio assieme ai comuni madoniti che ricadono nel percorso della competizione automobilistica, e il futuro può anche riservare la creazione di una etichetta unica per alcuni tipi di vino”. I soci esporranno in modo visibile all’interno dei locali la mappa dettagliata del territorio della Strada con i percorsi stradali con la localizzazione dell’offerta enoturistica complessiva. “La segnaletica sarà il primo tassello della Strada – continua Piazza -. Dovrà essere facile raggiungere le località e le aziende che fanno parte del circuito. Ma ci sarà anche un sito internet per promuovere la Strada, dove sarà descritta la nostra mission e l’identikit delle aziende. Speriamo, entro aprile prossimo, di essere pronti alla presentazione di queste iniziative per il Vinitaly”. Il progetto ha trovato l’appoggio dell’assessorato regionale all’Agricoltura.
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