NATA IN SICILIA - IL CORAGGIO DI ESSERE DIFFERENTI.
LE UVE CATARRATTO E PERRICONE DI VALLEDOLMO.

Il coraggio di essere differenti è stato il nostro punto di partenza, per studiare il territorio, carpirne segreti e scoprire le qualità nascoste di questi due vitigni.


Le origini della viticultura nel feudo Valle dell’Olmo risalgono al 1570
fino a raggiungere, alla metà dell’ottocento, un’estensione di 530 ettari di vigneti,
dai quali si produceva vino da vendere nei paesi limitrofi.


La storia di Castelluccimiano inizia dalle nostre origini. Abbiamo studiato e  recuperato vecchi vigneti ad alberello rimasti dalla grande estensione di un tempo, rendendoli unici esempi di biodiversità del territorio di Valledolmo. Dal recupero di questo patrimonio è nata la nostra filosofia produttiva. I vini prodotti da queste uve rappresentano un raro esempio di identità territoriale. Il successo ottenuto sui mercati è una conferma definitiva della nostra idea di territorio. 75 ettari di vigneti distribuiti sui pendii e conche delle montagne che circondano Valledolmo rappresentano un patrimonio viticolo autoctono unico per la storia che rappresenta. Gli antichi vigneti ad alberello insieme ai più recenti a spalliera, danno vita a un raro esempio di valorizzazione.

La filosofia della sostenibilità ambientale e di un’agricoltura biologica naturale permettono di salvaguardare la biodiversità viticola, costituita in buona parte dai nostri giardini agricoli allocati tra gli 700 e 1050 metri s.l.m. nelle contrade Castelluzzi, Rovittello,Miano, Sprella,Contrasto, Cifiliana, Acqua del corvo e Sciarazzi nell’agro di Valledolmo.

Piccoli appezzamenti, generalmente estesi meno di un ettaro, dove troviamo vecchi vigneti ad alberello, con un’età media di 30/50 anni, insieme ad altre colture, come alberi da frutta e ulivi che completano un mosaico naturale di autentica bellezza del territorio.

Castelluccimiano ha saputo coniugare agricoltura sostenibile, esperienza e tradizione vinicola, con la capacità d’immaginare storie nuove che esprimono, attraverso il valore di una viticultura di montagna, un’autentica appartenenza al suo territorio.

 

Le uve Catarratto e Perricone sono finalmente diventate a pieno titolo dal 2016 assolute protagoniste del nuovo disciplinare della D.O.C. Valledolmo-Contea di Sclafani e costituiscono un esempio di legame storico con le origini della viticultura del paese di Valledolmo. Un ulteriore riconoscimento all’unicità del territorio.

 

Dai Sicani e Fenici sino ai Greci le origini della vite tracciano una storia di un territorio da sempre vocato alla coltivazione della vite.


Scrive Diodoro Siculo: “A quei tempi (fine V sec. a.C. inizio IV sec. a.C.) la città (Agrigento) e la regione di Akragas vivevano una condizione di grande benessere…. C’erano vigneti di eccezionali dimensioni e bellezza e la maggior parte delle terre era coperta di ulivi, la cui massiccia produzione era destinata al commercio con Cartagine.”

La Sicilia produceva grandi quantità di vino, monete dell’epoca 550-200 a.c. raffiguranti grappoli d’uva o ceppi di viti furono coniate a Naxos. A Cartagine sono state ritrovate anfore contenenti vino siciliano.

Le pratiche agricole erano quanto di più attuale si possa pensare: veniva praticata la selezione clonale, la potatura corta e quella verde, concimazioni naturali e frequenti lavorazioni superficiali del terreno. La raccolta manuale, attenta a non danneggiare i grappoli, era il prodromo di una vinificazione finalizzata ad ottenere prodotti di qualità superiore, così la fermentazione, i travasi, la conservazione e il trasporto del vino. Dalla storia le origini del nostro mondo, viticultura di vitigni autoctoni come patrimonio da tutelare, difendere e divulgare.


La nostra diversità
Vitigni autoctoni / Età media dei vigneti 40-60 anni / Protezione del nostro territorio / Biodiversità e sostenibilità dei nostri vigneti / Raccolta a mano / Basso contenuto di solfiti

Benvenuti nel nostro mondo.



Vuoi sapere dove siamo?